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Storia della missione a Capo Verde

Una richiesta dalla Santa Sede

Il 19 maggio 1945 l’allora Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari (organo oggi soppresso) si rivolse all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini chiedendo dei missionari disposti a partire per le colonie portoghesi non solo del Mozambico ma anche delle Isole di Capo Verde. Così diceva la lettera: “A Capo Verde, con una popolazione di 174.000 abitanti, c’è una diffusa ignoranza religiosa, una diffusa superstizione, un grande disprezzo per l’adempimento dei precetti festivi e l’accoglienza dei sacramenti. Su dieci isole ci sono 30 parrocchie con 12 sacerdoti. In totale la diocesi ha solo 14 sacerdoti”.  Il 27 ottobre 1945 il ministro generale Donato da Welle rispose che esisteva la possibilità di accettare la richiesta della Santa Sede e nel 1946 il neo eletto ministro generale, Clemente da Milwaukee, accettò e iniziò a prendere i primi contatti con le varie province dell’Ordine. La Provincia di Torino accolse con entusiasmo la nuova sfida e così l’allora provinciale, Barnaba da Busca, scrisse al Ministro Generale esprimendo piena disponibilità.
Nel 1946 il Provinciale inviò l’obbedienza ai primi quattro pionieri della presenza cappuccina in Capo Verde: fra Cassiano Bodo (58 anni), fra Fedele Miraglio (42 anni), fra Corrado Chiardola (36 anni) – che avevano tutti fatto esperienza missionaria in Abissinia (Etiopia) – e al giovane fra Luigi Miraglio (30 anni). Nel dicembre del 1946 i quattro missionari trasferirono la loro residenza a Roma, non solo per occuparsi di questioni burocratiche, ma anche per frequentare il corso di medicina missionaria e imparare la lingua portoghese. Il 24 novembre 1946, il vescovo di Capo Verde, mons. Faustino Moreira dos Santos, scrisse alla Provincia di Torino di essere molto grato all’Ordine Cappuccino per la risposta positiva data alla richiesta missionaria. Il 9 marzo 1947, i frati, ricevuta la croce missionaria, salutarono la Provincia. L’11 partono da Genova sulla nave Ciudad de Valencia e, dopo alcune difficoltà, arrivano a Lisbona il 20 marzo. Trascorsero lì 4 mesi prima di partire per Capo Verde e l’11 luglio lasciarono l’Europa sulla nave Serpa Pinto. Il vecchio e danneggiato transatlantico arrivò a São Vicente il 21 luglio 1947.
I missionari furono assegnati alle isole più meridionali dell’arcipelago: Fogo e Brava. Dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno dal governatore di Praia, arrivarono a Fogo il 23 luglio 1947. Solo il giovane fra Luigi rimase a Fogo, nella Parrocchia di Nossa Senhora da Ajuda. Gli altri tre andarono sull’isola di Brava, dove sbarcarono il 24 luglio 1947 al porto di Furna.
Il 7 dicembre 1947 arrivò a Mosteiros un nuovo missionario: fra Paolino da Busca, la cui presenza missionaria, sfortunatamente, fu di breve durata. Venne brutalmente aggredito da un fanatico protestante e morì l’11 febbraio 1949. Fu seppellito a São Filipe, nell’isola di Fogo. In quello stesso anno giunsero dall’Italia importanti rinforzi: a febbraio arrivò a Brava fra Gregorio Viglietti (38 anni), il 9 aprile arrivarono a São Filipe fra Mauro Cismondi (30 anni), fra Pio Gottin (25 anni) e fra Francesco Finamore (40 anni).
Ha così avuto inizio la presenza missionaria cappuccina a Capo Verde.

In ricordo fra Luigi Miraglio

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Creazione della Viceprovincia

Da quel lontano 1947 il lavoro missionario è continuato e cresciuto, nonostante alcune difficoltà, in un clima di confronto aperto fino al 5 luglio 1981, quando la Missione fu dichiarata Vice-Provincia dal Ministro generale cappuccino Pasqual Rywalski.

La nuova Vice-Provincia (oggi chiamata Custodia in virtù delle nuove Costituzioni Cappuccine) è intitolata al Cuore Immacolato di Maria e San Francesco d’Assisi.

Dopo oltre 70 anni di presenza, i cappuccini capoverdiani sono diventati 40, 5 dei quali italiani. Sono presenti in 6 isole, con 7 case e gestiscono 7 parrocchie.