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AUDITORIUM PADRE PIO GOTTIN
Logo Auditorium padre Pio Gottin

L'Idea

Alla domanda sul perché un Auditorium a Capo Verde, padre Ottavio risponde con queste parole: “Con l’Ospedale si intende dare salute al corpo per una vita degna in famiglia, nel lavoro, ecc.; con le Case del Sole valorizzare il turismo solidale, ma soprattutto per invitare i benefattori a venire a vedere come sono impiegati gli aiuti ricevuti; con la Vigna Maria Chaves e la Cantina di  Monte Barro per dire concretamente ad ogni contadino che questa terra arida e dura da lavorare può produrre i suoi frutti e così può mantenere la sua famiglia, i suoi figli, il suo ed il loro futuro. Convincere che questa terra può dare, può generare economia se lavorata nel modo appropriato. Con l’Auditorium Padre Pio Gottin, nostro missionario di grande valore, dire a tutti i capoverdiani, agli amici e benefattori italiani, ai turisti, che questo popolo è profondamente vivo e si esprime con l’arte, la musica, il canto, la letteratura, la pittura, la danza e vuole fare dibattiti, vuole dialogare con il mondo, vuole creare condivisione tra culture diverse.

L’amico architetto Gianni Arnaudo ha fatto un’opera bella e significativa. Ha disegnato la prua di una nave. Si, la nave che ha portato gli schiavi, presi sulle coste dell’Africa per popolare queste isole.

Ti paese, forse, un progetto inutile?

Diventerà polo di attrazione e di scambio di culture differenti con la presentazione dell’arte capoverdiana nelle sue espressioni più coinvolgenti”.

L'Idea

Alla domanda sul perché un Auditorium a Capo Verde, padre Ottavio risponde con queste parole: “Con l’Ospedale si intende dare salute al corpo per una vita degna in famiglia, nel lavoro, ecc.; con le Case del Sole valorizzare il turismo solidale, ma soprattutto per invitare i benefattori a venire a vedere come sono impiegati gli aiuti ricevuti; con la Vigna Maria Chaves e la Cantina di  Monte Barro per dire concretamente ad ogni contadino che questa terra arida e dura da lavorare può produrre i suoi frutti e così può mantenere la sua famiglia, i suoi figli, il suo ed il loro futuro. Convincere che questa terra può dare, può generare economia se lavorata nel modo appropriato. Con l’Auditorium Padre Pio Gottin, nostro missionario di grande valore, dire a tutti i capoverdiani, agli amici e benefattori italiani, ai turisti, che questo popolo è profondamente vivo e si esprime con l’arte, la musica, il canto, la letteratura, la pittura, la danza e vuole fare dibattiti, vuole dialogare con il mondo, vuole creare condivisione tra culture diverse.

L’amico architetto Gianni Arnaudo ha fatto un’opera bella e significativa. Ha disegnato la prua di una nave. Si, la nave che ha portato gli schiavi, presi sulle coste dell’Africa per popolare queste isole.

Ti paese, forse, un progetto inutile?

Diventerà polo di attrazione e di scambio di culture differenti con la presentazione dell’arte capoverdiana nelle sue espressioni più coinvolgenti”.

Il progetto

Strutturalmente l’Auditorium è costituito da un ampio salone-anfiteatro con 140 posti ed una saletta per le conferenze che può ospitare 60 persone, dotata di un impianto di videofonia in grado di garantire una connessione in tempo reale con il resto del mondo.

L’Auditorium è, pertanto, un luogo attrezzato per seminari, corsi di aggiornamento, formazione e videoconferenze.

Al piano terra è stata allestita una mostra sui vulcani e le coste di Capo Verde, curata dai ricercatori dell’Università di Torino Elena Ferrero e Gianni Mortara, mentre al piano superiore è stato predisposto un ristorante attrezzato con una modernissima cucina e la capienza per un centinaio di coperti, disposti su di un’ampia terrazza vista mare.

Il progetto

Strutturalmente l’Auditorium è costituito da un ampio salone-anfiteatro con 140 posti ed una saletta per le conferenze che può ospitare 60 persone, dotata di un impianto di videofonia in grado di garantire una connessione in tempo reale con il resto del mondo.

L’Auditorium è, pertanto, un luogo attrezzato per seminari, corsi di aggiornamento, formazione e videoconferenze.

Al piano terra è stata allestita una mostra sui vulcani e le coste di Capo Verde, curata dai ricercatori dell’Università di Torino Elena Ferrero e Gianni Mortara, mentre al piano superiore è stato predisposto un ristorante attrezzato con una modernissima cucina e la capienza per un centinaio di coperti, disposti su di un’ampia terrazza vista mare.

Capo Verde
Mostra vulcanologica

Al piano terreno dell’Auditorium Elena Ferrero dell’Università di Torino e Gianni Mortara del CNR hanno allestito un’esposizione scientifica su due temi di notevole rilevanza per il territorio capoverdiano: ‘Conoscere per convivere con il vulcano’ e ‘Tesori e segreti dell’ambiente costiero’. Si tratta di una trentina di pannelli accompagnati da vetrine con campioni e reperti provenienti dalle diverse isole.
Linguaggio e livello di complessità, pensati per l’utenza scolastica, sono adeguati a tutti e, in particolare, ai turisti che sono alla scoperta dell’arcipelago.
L’allestimento comprende le attività di ricerca svolte a Capo Verde sin dal 1998 da un gruppo di lavoro dell’Università di Torino e del CNR, sostenuto dalla Regione Piemonte, Fondi CIPE, Museo Craveri e Comune di Bra, con il supporto locale dell’Asde e dei frati missionari cappuccini.
Obiettivi di massima del progetto sono la valorizzazione delle risorse naturali e l’educazione ambientale.

Capo Verde
Mostra vulcanologica

Al piano terreno dell’Auditorium Elena Ferrero dell’Università di Torino e Gianni Mortara del CNR hanno allestito un’esposizione scientifica su due temi di notevole rilevanza per il territorio capoverdiano: ‘Conoscere per convivere con il vulcano’ e ‘Tesori e segreti dell’ambiente costiero’. Si tratta di una trentina di pannelli accompagnati da vetrine con campioni e reperti provenienti dalle diverse isole.
Linguaggio e livello di complessità, pensati per l’utenza scolastica, sono adeguati a tutti e, in particolare, ai turisti che sono alla scoperta dell’arcipelago.
L’allestimento comprende le attività di ricerca svolte a Capo Verde sin dal 1998 da un gruppo di lavoro dell’Università di Torino e del CNR, sostenuto dalla Regione Piemonte, Fondi CIPE, Museo Craveri e Comune di Bra, con il supporto locale dell’Asde e dei frati missionari cappuccini.
Obiettivi di massima del progetto sono la valorizzazione delle risorse naturali e l’educazione ambientale.

Testimonianze

“Se padre Ettore e padre Federico non ci avessero dato il suggerimento non saremmo mai partiti per Capo Verde, se padre Ottavio non ci avesse incoraggiati non saremmo mai arrivati all’Auditorium.

Per noi è stato un mondo di scoperte della natura e di belle relazioni umane.

GRAZIE a loro e a tanti altri che ricordiamo con gratitudine”.

(Elena e Gianni)

Testimonianze

“Se padre Ettore e padre Federico non ci avessero dato il suggerimento non saremmo mai partiti per Capo Verde, se padre Ottavio non ci avesse incoraggiati non saremmo mai arrivati all’Auditorium.

Per noi è stato un mondo di scoperte della natura e di belle relazioni umane.

GRAZIE a loro e a tanti altri che ricordiamo con gratitudine”.

(Elena e Gianni)